'Pensavo che le cose potessero risvegliarmi da questo torpore ossessivo. L’attaccamento ai morti e alla morte. Un nuovo amore, le cose che si riaggiustano, gli amici che ti amano.
Non è cosi. Dopo un anno, lo stesso sentimento. Smarrimento dell’anima, quella onda confusa e plumbea che sciaborda nel mio cuore, nella testa, e non mi permette di vedere la vita con nitidezza. Mi struggo, piango, sono acida, penso e rimugino, litigo per amore, taglio i ponti, mi vittimizzo. Mi sono persa. Si guarda in alto quando si canta, si guarda dritto negli occhi le persone che ci hanno lasciati per stare lassù, ci si riguarda negli occhi, finalmente. E’ l’unico istante in cui l’anima smarrita, ritorna a vedere con nitidezza. Ciò che resta di gioioso.'
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