sabato 2 gennaio 2010

Vita su Marte


Vivo a Tokyo per lavoro. Mi occupo di moda, precisamente vesto manichini, non è più una grande emozione, come un tempo, quando ero una ragazzina inesperta e confusa, col puntaspilli in mano.
Ma la città è grandiosa, e il desiderio di fuga dalla muffa quotidiana, troppo forte. Di fuga almeno per qualche mese. Si, vivo alla giornata, o meglio, al mese.

Arrivo in un pomeriggio piovoso di ottobre, e menomale che la guida Mondadori afferma con sicurezza che l’autunno è decisamente asciutto, senza pioggia, e prepotentemente colorato di ambrate foglie di ginko, sorprese al loro cambio d’abito. Si, a fine novembre forse, non adesso. Ho l’ombrello in valigia, e mi prendo un po’ d’acqua d’oriente, attendo il taxi in una stazione ancora sconosciuta ma che presto mi sarà familiare.
Sono in città, la sto fissando attraverso un enorme vetrata, dalla mia camera bianca, è già buio, vedo palazzi illuminati, quella sarà la cosa che vedrò per il prossimi mesi dalla mia finestra, sono emozionata e affascinata dalla mia solitudine impavida, sto bene.

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