
Ho pianto oggi.
In pieno sole, pieno giorno, piena luce.
Stesa sul lettino, in bikini nero, ho grattato il fondo con pochi post.
Pensavo cose belle, prima di oggi. Pensavo alla sincerità delle persone, alla infallibilità del mio istinto, alla bontà delle intenzioni umane. Avevo concluso da me che tutto si sarebbe aggiustato, con un cambio di rotta di pensieri, di atteggiamenti, miei. Le cose avrebbero assunto un tono roseo, morbido, un giardino profumato.
Poi ho deciso di porre una domanda, una sola, semplice, che richiedesse solo due parole, e un fiume in piena mi ha inondata. Di storie, motivazioni, spiegazioni, vicende, frasi dolorose, lapidarie, derisorie, inconsapevolmente o forse no offensive, fastidiose, mortali.
Improvvisamente la mia mente ha iniziato a cancellare tutti i buoni propositi, i bei gesti mentali, la misericordia, la nobiltà d’animo, per pensarla come tutti gli altri.
Il modo leggero, un po crudele e spensierato che ha usato, nel parlarmi, nello svelarmi la verità, è stato come se io non fossi presente, come se non contasse affatto che il mio cuore veniva spezzettato, alla luce del sole, cosi davanti ai miei occhi.