'Una profonda tristezza mi ha avvolta tornando a casa. una giornata spesa al dovere, contro la voce che si affievoliva sempre più, il mal di gola, la tosse, la corsa per finire. Ma un senso di inutilità più forte del solito, di una subita ingratitudine, indifferenza sul mio operato, solo la critica. La pioggia, il cielo plumbeo, l’ennesima serata sola, stavolta abbacchiata ancor più, una cioccolata e un attimo di lettura per me, il tentativo di prender sonno sul divano, il tentativo di postare una nota per i miei amici in giappone, spruzzate di propoli dritte in gola. amici virtuali depennati, amici in carne e ossa inesistenti, assenti. Nostalgia di chi manca a questo mondo, voglia di esser la con loro. Non trovo nulla per il quale valga la pena vivere questa vita colma di
mediocrità. Se potessi tornare verso la fase ingenua della mia vita, sarei di nuovo salva. Ma si va avanti. E cio non è un fatto gioioso al momento. Sono arrivata davvero al fondo. Tutto diverge all’esterno, sfugge alle mie possibilità, non si lascia prendere, non si concede. E’una sapiente cospirazione contro di me. Oppure in favore, dipende da come viene letta. Contro la gioia, l’euforia e il piacevole smarrimento di ciò che desideriamo e che ci piomba senza difficoltà sul grembo. La persona sospirata, la serata perfetta, una casa accogliente, le amicizie che ti ricercano con entusiasmo. Oppure in favore del risveglio, della scossa di consapevolezza e della reazione, del risveglio dal torpore di una esistenza mediocre e l’esigenza primordiale di respirare ossigeno, di ricercare una via d’uscita.
The day after...'
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